responsive-design per il mobile web

Dal prossimo maggio un nuovo aggiornamento degli algoritmi di Google penalizzerà i siti non adatti al mobile web e alla corretta fruizione da smartphone e tablet.

Dopo il cosiddetto “Mobilegeddon” del maggio 2015 che introduceva il concetto del “mobile first”, cioè pensare layout dei siti web primariamente per l’utilizzo da mobile, dal prossimo maggio Google apporterà delle modifiche ai propri algoritmi che amplificheranno l’impatto che l’implementazione (o la mancata implementazione) di interfacce responsive avrà sul posizionamento delle pagine web sui risultati del motore di ricerca.

Significa che un sito web non adatto alla consultazione da smartphone e tablet sarà penalizzato.

I siti web che non superano adeguatamente il test di compatibilità coi dispositivi mobili  (lo stesso già utilizzato l’anno scorso e disponibile tra gli strumenti gratuiti di Big G) dovranno apportare in poche settimane i correttivi necessari per non rischiare di essere progressivamente scavalcati da concorrenti più attenti al mobile web e all’esperienza d’uso sui propri contenuti.

Google raccomanda, quindi, di abbandonare tecnologie proprietarie e di utilizzare, invece, Html 5, Javascript e CSS per per passare al responsive design e sviluppare siti che offrano la stessa esperienza di navigazione attraverso un’ampia gamma di dispositivi. Questo oggi significa principalmente poter garantire la stessa qualità sia a chi naviga attraverso un PC, sia a chi usa solo lo smartphone.

Perchè Google premia i siti ottimizzati per il mobile?

L’attenzione di Google verso il mobile web è una diretta conseguenza dell’esplosione dell’utilizzo di smartphone e tablet come primi dispositivi per l’accesso ad Internet. Il numero di connessioni e tempo trascorso online da dispositivo mobile, infatti, è superiore al tempo trascorso online da PC fisso. Il mutato comportamento degli utenti dovuto alla disponibilità di device e reti mobili sempre più performanti, quindi, induce Google ad aggiornare il proprio sistema per poter offrire a questi utenti siti web perfettamente fruibili.

L’ingegnere di Google Klemen Kloboves ha spiegato sul blog dell’azienda che:

“Cercare su Google una risposta buona e rilevante, non dovrebbe dipendere dal dispositivo utilizzato. Si dovrebbe ottenere la migliore risposta a un’interrogazione sia da smartphone, che tablet o desktop”.

Segnaliamo infine che uno studio di Adobe sulle attività dei consumatori dei siti web di alcuni importanti brand ha rilevato che dal secondo trimestre 2014 al secondo trimestre 2015 il traffico organico a siti non ottimizzati per il mobile è sceso del 10% dopo l’introduzione degli aggiornamenti agli algoritmi del 2015 (il precedentemente citato “Mobilegeddon“).

In conclusione, ogni azienda che possiede un sito web non ancora ottimizzato per il mobile dovrà attuare al più presto delle iniziative per aggiornare la propria offerta. Chi lo farà e, ovviamente, chi lo ha già fatto, avrà la possibilità di guadagnare visibilità rispetto a ai concorrenti che, invece, non aggiorneranno le proprie pagine.

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