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Il 18 dicembre l’ISTAT ha presentato il report relativo all’utilizzo di tecnologie ICT nelle aziende con più di 10 addetti.

Così parlò l’ISTAT: ICT nelle imprese – 18-dic-2013 – Testo integrale

Dai dati raccolti si può apprezzare un leggero incremento dell’utilizzo di tali tecnologie (dall’accesso alla rete a banda larga, all’utilizzo dei social media e del commercio elettronico), tuttavia occorre leggere con attenzione alcuni dati, perchè dimostrano che, in generale, la penetrazione di Internet nelle aziende italiane non può essere considerata adeguata.

E-commerce

Le aziende che utilizzano il commercio elettronico sono il 23% del totale, tuttavia, solo 7,6% vende i propri prodotti on line. La parte del leone spetta alle macro-imprese con più di 250 addetti, il 24,6% delle quali ha colto questa opportunità.
Di conseguenza, le piccole imprese che potrebbero trovare nel commercio elettronico un canale di vendita capace di varcare i confini nazionali e mitigare, così, gli effetti della crisi attuale, si limitano per lo più ad acquistare. Chiaramente, acquistano da chi un e-commerce ce l’ha e, spesso, non è un’azienda italiana. Alla faccia della competitività del nostro Paese!

Social media

L’utilizzo dei social media, soprattutto come mezzo di promozione del marchio, sta diffondendosi piano piano (24,7% del totale). Bisognerebbe, però, verificare quanto tempo venga dedicato alla comunicazione sociale. Avere una pagina su Facebook  non significa sfruttare il social network, se ad essa non si accompagna l’attività di persone che dedicano almeno una parte del loro tempo alla creazione ed alla diffusione dei contenuti.
Anche in questo caso, è probabile che un’azienda con pochi dipendenti fatichi a trovare le risorse umane da dedicare alla comunicazione, mentre società di grosse dimensioni, sicuramente, posseggono apparati dedicati.

Sarebbe interessante capire quanto tempo le aziende dedicano al social, più che sapere se dispongono di una loro fan page.

Mobile

E’ apprezzabile constatare che il 53,1% delle imprese italiane ha dichiarato di aver fornito dispositivi mobili (smartphone o tablet) per la connessione con finalità lavorative. Il fenomeno del lavoro in mobilità (intesa come tipologia di accesso alle informazioni) coinvolge il 12% degli addetti.
Ciò significa che, poco per volta, anche le imprese italiane stanno abbracciando questa nuova “dimensione lavorativa”. Ma le aziende con un sito web adatto alla navigazione da smartphone quante sono? Quante, invece, hanno contenuti “invisibili” o scarsamente fruibili dagli utenti con questi dispositivi?

Se una parte dell’utenza sta cambiando le proprie abitudini, è opportuno anticipare il loro comportamento per offrire contenuti adeguati alla domanda.

Conclusioni

L’ICT nelle imprese cresce un poco per volta. Forse gli impegni assunti con l’Agenda Digitale ed i finanziamenti che giungeranno dall’Unione Europea tramite le Regioni (come il Digital Bonus) potranno dare un nuovo slancio a questo processo.

Il pericolo è che, muovendosi in “ordine sparso”, solo le aziende che avranno la capacità innovare potranno sopravvivere, mentre quelle che non avranno la capacità di rinnovarsi saranno destinate ad una lenta agonia.

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