Immagine di Venezia

Al BTO di quest’anno, Google ha presentato la ricerca della Oxford EconomicsL’impatto dei Contenuti Online sul Turismo Europeo” che descrive quali sarebbero i margini di crescita dell’industria del turismo (e del suo indotto) se Internet fosse adottato su più ampia scala.

Vacanza in ItaliaLo studio esamina l’offerta di contenuti on line di Grecia, Italia e Spagna, tre nazioni dal grande “potenziale turistico” ma ancora distanti dalla media europea in termini di accesso e sfruttamento di Internet e presenza di contenuti.
Dal 2000 ad oggi l’accesso al web ha rivoluzionato il modo con cui l’utente si approccia al turismo, perchè attraverso questo canale può accedere ad una maggiore quantità di informazioni, confrontare le offerte, avvalersi delle opinioni di altri utenti ed acquistare direttamente pacchetti e servizi.
Il web, sostanzialmente, anticipa l’esperienza attraverso il contenuto.

Lo studio parte dalla considerazione che dal 2000 al 2012 la popolazione con accesso alla rete è cresciuta del 550% (di questi il 17% si collega da mobile) attestandosi a oltre 400 milioni di utenti in Europa, poco meno di 300 milioni in Nord America ed oltre un miliardo in Asia.

Dato il numero di utenti (potenziali visitatori), se l’industria turistica di questi 3 paesi adottasse strategie di sviluppo più orientate al web (con presenza e capacità effettive di vendita online, contenuti migliorati in termini quantitativi e qualitativi, contenuti promozionali orientati a mercati turistici di nicchia e contenuti disponibili in varie lingue) i vantaggi sarebbero enormi per la loro economia.

Secondo l’analisi, questo nuovo approccio incrementerebbe la domanda di circa il 10% comportando una crescita del PIL e dell’occupazione di circa l’1%. Date le dimensioni dell’economia italiana, questo si tradurrebbe in circa 250.000 nuovi posti di lavoro.
In Spagna i margini di miglioramento sarebbero minori perchè in quel paese la penetrazione di Internet è già più sviluppata che in Italia.

Nel resto dell’Europa la maggiore attività online ha significato anche un incremento della durata dei viaggi e una spesa media superiore. Le destinazioni in grado di interagire più efficacemente con i potenziali turisti hanno fatto registrare prestazioni migliori.

La ricerca presentata al BTO fornisce alcune indicazioni su quali siano le modalità con le quali aumentare la penetrazione di Internet nella nostra offerta turistica, in particolare invitando gli operatori del settore a sviluppare la loro presenza online come principale canale di promozione e prenotazione e adeguando i contenuti all’utente. Ciò significa anche presentarsi “parlando la lingua dell’utente” e non limitare le descrizioni alla lingua italiana o, al massimo, inglese.
I contenuti dovrebbero essere promossi su varie piattaforme, dal sito web ai portali del settore turistico, dalle app per dispositivi mobili alla relazione sui social media (che crea rapporti duraturi col cliente), dalle recensioni alle guide turistiche.

Gli enti pubblici, da parte loro, dovrebbero collaborare con i privati valorizzando e facendo conoscere il patrimonio culturale del territorio di loro competenza. Anche qui la Spagna ci supera: i portali del Ministero del Turismo e della Cultura spagnolo si posizionano tra i primi portali turistici d’Europa e offrono contenuti di alta qualità che garantiscono grande visibilità alla proposta culturale dei loro territori.
Anche la Grecia, pur non posizionandosi altrettanto bene, fa un buon uso di Youtube e Pinterest.

L’Italia, invece, non sfrutta Internet o lo sfrutta male. Possiede un patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico che non ha eguali nel mondo e potenziare l’offerta online significherebbe dare visibilità a questo patrimonio. Se il turista straniero preferisce altre destinazioni rispetto all’Italia, spesso lo fa perchè non sa cosa c’è nel nostro Paese (o ne ha una percezione parziale). Dovremmo chiederci se noi abbiamo dato visibilità alle nostre ricchezze. Se non siamo noi per primi a valorizzare le nostre eccellenze, come possiamo pensare che lo faccia chi non le conosce?

Il primo passo di ogni operatore turistico potrebbe essere analizzare la propria presenza su Internet per verificarne l’efficacia e il ritorno dell’investimento. Lavorare ad un’adeguato posizionamento della propria offerta e sviluppare una maggiore attenzione verso l’utente può davvero favorire il flusso di utenti e creare nuove nicchie di mercato.

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