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Cosa ne sarà di Google Plus ora che Vic Gundotra, vicepresidente di Google e capo del progetto, questa settimana ha comunicate le proprie dimissioni? La sua “uscita di scena” lascia non pochi interrogativi sul futuro di quello che, negli obiettivi iniziali, avrebbe dovuto contendere a Facebook lo scettro del re dei social network.

Vic GundotraSecondo quanto svelato da Techcrunch.com nel suo articolo intitolato “Google+ Is Walking Dead“, il destino è segnato e l’intenzione di Google sarebbe concentrare le risorse verso altri progetti dalle prospettive migliori. Secondo le fonti di Techcrunch.com, le risorse precedentemente destinate a Google+ saranno dirottate su Android e sul mobile.
Tuttavia, Google smentisce con forza queste indiscrezioni sostenendo che non nulla cambierà, ma l’abbandono di Gundotra potrebbe significare che le decisioni sono già state prese.

Comunque sia, le potenzialità di Google sono altre e a Mountain View sapranno come sfruttarle. Aspettiamo di vedere cosa succederà nei prossimi giorni.

E chi usa Google Plus per la SEO?

Come ambiente sociale G+ non ha mai avuto i numeri per contrastare il dominio di Facebook o Twitter e, per l’indifferenza dimostrata dall’utenza, è difficile sfruttarlo per la SEO. Sia chiaro, va utilizzato comunque perchè, benchè meno rilevante di altri, è comunque un network che conta milioni di utenti.
Non crediamo a chi sostiene che gli articoli pubblicati su Google+ possano avere un peso superiore a quelli scambiati su altri media, perchè ciò significherebbe che Google è venuta meno al suo intento di valorizzare i contenuti di qualità privilegiando, invece, quelli scambiati sulle proprie piattaforme. Sarebbe un autogoal clamoroso che comprometterebbe la credibilità  dell’azienda e quella del proprio motore di ricerca (che rappresenta l’asset più importante), quindi non la prendiamo in considerazione.

Continuare ad utilizzare Google Plus per condividere i propri contenuti va bene, ma se si cerca la viralità di una platea più ampia, è opportuno affiancarlo ad altri media. Nelle prossime settimane, comunque, le strategie di Google saranno più chiare ed anche il futuro di Google+ apparirà meno nebuloso. Chissà che da questa “crisi” non emerga qualcosa di innovativo.

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