La magistratura ha iniziato a sanzionare la Pubblica Amministrazione quando non adempie agli obblighi di trasparenza e digitalizzazione.

Agenda Digitale Italiana ha introdotto negli ultimi anni numerosi adempimenti in fatto di digitalizzazione e trasparenza volti a far crescere la competitività del Paese. Purtroppo, l’insufficiente disponibilità economica e l’inesistenza di precise sanzioni verso i funzionari pubblici inadempienti hanno creato un atteggiamento di sostanziale indifferenza e indolenza verso la concreta realizzazione degli obiettivi fissati da Agenda Digitale.

Ora che anche il TAR di Trento “mette in evidenza che le modalità informatiche altro non sono che il nuovo modello relazionale tra PA e cittadini che, in quanto tale, deve in ogni caso essere improntato ai consueti principi di legalità e ragionevolezza dei procedimenti amministrativi” (cit. AgendaDigitale.it), la magistratura inizia a intervenire, sanzionando le omissioni e gli inadempimenti rispetto agli obblighi in tema di piattaforme informatiche, pubblicazione on line e trasparenza amministrativa.

Non solo, nel caso considerato dal TAR di Trento, i giudici hanno specificato che, in caso di “anomalie” dei sistemi digitali, la responsabilità ricade non solo su chi ha predisposto il funzionamento dello strumento informatico senza considerare i possibili intoppi (la PA), ma anche in capo al dipendente pubblico indolente verso le gestione dei nuovi sistemi.

PA: le prime condanne per chi sottovaluta gli obblighi di digitalizzazione e trasparenza fonte AgendaDigitale.eu

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