usability

Gli oggetti non usabili possono essere inefficaci o dannosi.

L’usabilità delle interfacce è il primo obiettivo che ogni sviluppatore dovrebbe darsi per garantire la fruibilità degli ambienti che realizza.

Essa può essere definita come la facilità con la quale un utente interagisce con l’interfaccia (e con gli strumenti che gli sono messi a disposizione) e la semplicità con la quale ottiene i risultati che si prefigge.

Secondo una definizione dell’ISO, l’usabilità è “Il grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza, soddisfazione in uno specifico contesto d’uso”.

Si tratta quindi di lavorare sull’ergonomia delle interfacce, perchè siano pensate “a misura d’utente”, rispettando gli standard e le consuetudini diffusi sul web, evitando all’utilizzatore di dover reimparare nuovi metodi d’uso per ogni nuovo sito web e permettendogli di sapere sempre a che punto del processo si trova, quali strumenti ha a disposizione e come usarli.

E’ evidente, pertanto, che una web application o un sito web non usabile potrebbe non soddisfare le necessità per le quali è stato concepito e, sicuramente, l’utilizzo risulterebbe frustrante per l’utente.

Esistono diverse pratiche utilizzate da BeeCube per la creazione di siti web usabili, la più comune delle quali è l’osservanza delle più comuni guidelines basata sulle 10 Euristiche di Nielsen. Molte di esse sono regole di buon senso che qualsiasi sviluppatore dovrebbe saper applicare anche senza aver mai sentito parlare usabilità o di Jakob Nielsen.
Meno immediate e più dispendiose sono, invece, le analisi volte ad uno “user-centered design” che coinvolgono campioni di utenti per una analisi diretta dei loro comportamenti. Un esempio piuttosto utilizzato di analisi è il “card sorting” attraverso il quale gli utenti sono chiamati ad esprimersi sull’architettura dei contenuti.