In una società che evolve velocemente (dal punto di vista della comunicazione e della tecnologia) il rischio  che pezzi di essa non riescano a tenerne il passo è piuttosto alto. Rimanere indietro, a seconda dei casi, può essere disagevole, frustrante o antieconomico (soprattutto se si tratta di un’azienda).

Se è vero che sempre più servizi pubblici e privati sono disponibili anche sul web (e molti altri lo saranno nei prossimi mesi), come dettato anche dall’Agenda Digitale, è pur vero che una buona parte della popolazione continua a fare le code allo sportello piuttosto che affidarsi al servizio in rete.
Anche in zone adeguatamente coperte dalla banda larga, una parte di utenti si sente più rassicurata dal confronto con un interlocutore in carne ed ossa, piuttosto che affidarsi all’interfaccia di una web application. Spesso perchè la consapevolezza della propria scarsa competenza all’uso di Internet li induce a temere di commettere errori. A volte perchè non sanno nemmeno dell’esistenza del servizio digitale e non ne sente nemmeno la necessità.

Grafico del digital divide in Europa

Grafico dei cittadini europei che non hanno mai usato Internet

Nel primo caso si tratta di persone che necessitano una adeguata formazione all’uso degli strumenti, un processo di alfabetizzazione volto a ridurre quello scalino di competenze che impedisce a individui e imprese di beneficiare della rete.

Il secondo caso, invece, è molto più complesso da affrontare perchè si tratta di persone che non hanno nemmeno la necessità del servizio. Semplicemente non ne percepiscono il bisogno. Più che di alfabetizzazione, siamo di fronte ad una necessità di “evangelizzazione”. Il termine può sembrare inappropriato ma descrive bene l’opera necessaria ad “aprire gli occhi” a questi individui perchè possano almeno intuire le potenzialità della rete prima di iniziare un percorso di alfabetizzazione digitale.

Gli analisti concordano sulla necessità dello sviluppo di Internet come volano per la crescita ma, prima di tutto, occorre stimolare la domanda di servizi digitali. Senza questa, potrebbe essere difficile trovare le risorse da investire nello sviluppo degli obiettivi indicati nell’Agenda Digitale.
Viceversa, se la società cogliesse l’importanza di questa evoluzione e Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese superassero il divario che le separa da un efficace utilizzo di queste tecnologie, l’intero “Sistema Paese” beneficerebbe dell’impulso dato all’economia. Prime fra tutte le PMI, spesso capaci di sviluppare l’Eccellenza ma non sempre adeguatamente preparate nell’esportarla.

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