Voler promuovere la propria attività è la molla che spesso spinge le aziende ad investire risorse sul web, ma troppe volte queste stesse aziende cercano di farsi pubblicità su Internet replicando i casi di successo della concorrenza.

Promuovere la propria attività è la necessità che più comunemente spinge aziende e privati ad investire nella comunicazione su Internet.
Benchè spesso si sia portati ad emulare i concorrenti che hanno avuto successo, a meno che non si possieda un prodotto “che si vende da solo”, è sbagliato volersi proporre allo stesso modo dei competitors, perchè l’investimento per ricavarsi un “posto al sole” in un mercato già saturo potrebbe essere inutilmente alto.

distinguersi

Nel web è molto meglio distinguersi e puntare sui fattori che soddisfano efficacemente le richieste degli utenti

Prima di farsi pubblicità su Internet è necessario analizzare le ricerche che i potenziali clienti compiono attraverso i motori di ricerca, verificandone non solo il numero di volte che una determinata keyword viene utilizzata, ma valutando anche la competitività di ognuna di esse, cioè indicando quale possa essere difficoltoso ottenere una visibilità significativa per quella chiave di ricerca (keyword difficulty).

E’ importante individuare delle nicchie di mercato (e di utenza) che non sono ancora sufficientemente servite o soddisfare quel bisogno che nessuno ha ancora risolto puntando a colmare quello spazio con i servizi di qualità. La nostra analisi serve proprio ad individuare i contenuti di cui l’utenza ha bisogno e a limitare lo sforzo (in termini di tempo e di denaro) per ottenere visibilità per l’attività delle imprese.

Questo modo di agire risulta premiante rispetto al solo utilizzo di sistemi “pay per click” come AdWords o Facebook Ads, perchè non si esaurisce nel momento in cui l’azienda termina di pagare il fornitore del servizio ma si rafforza nel tempo al crescere della autorevolezza del sito web. Sistemi pay per click vanno utilizzati ma senza che essi divengano l’unica strategia di web marketing.

E quando l’utente è giunto nel sito web?

Portare l’utente nel sito web non basta. Ogni azienda si aspetta che almeno una parte delle persone che accedono alle pagine del sito acquistino un prodotto, chiedano un preventivo o, quantomeno, alzino la cornetta del telefono e per fissare un appuntamento. Ogni sito web deve avere un obiettivo, meglio se più di uno, che serve a creare un beneficio per l’azienda.

Gli obiettivi si concretizzano quando gli utenti che compiono delle azioni che creano valore per l’azienda. Individuare queste “value action” e verificare quante di queste vengano eseguite è il modo migliore per valutare l’efficacia del sito web rispetto agli obiettivi per i quali è stato concepito.

bersaglio

Un sito web non crea valore solo vendendo prodotti (attraverso un e-commerce), ma può crearlo, ad esempio, ottenendo la disponibilità dell’utente ad essere ricontattato per una demo o può contribuire ad abbassare i costi di gestione dell’azienda erogando servizi digitali o, ancora, accumulare i nominativi degli utenti realmente interessati ad un prodotto e sui quali sviluppare future campagne di e-mail marketing.

Social media e sito web non sono equivalenti

Come è già stato scritto in un articolo di questo sito che approfondiva la relazione tra social media e sito web, i canali sociali sono un ottimo veicolo per la promozione dei contenuti aziendali, ma è opportuno che questi stessi contenuti esistano all’interno del sito web, dove è possibile gestire il comportamento dell’utente (in particolare le value action), implementare strumenti ed enfatizzare alcuni contenuti senza rischiare di subire passivamente le mutevoli politiche dei social media.

Così come il pay per click, anche la rete sociale deve essere sviluppata in parallelo una adeguata comunicazione attraverso il sito web. Anzi, il numero di “mi piace”, di condivisioni o “+1”, sono segnali sociali che Google reputa positivamente nella valutazione dell’autorevolezza di un contenuto, quindi, chi intende farsi pubblicità su Internet non può evitare di usarli.

Analisi, ottimizzazione e verifica diventano un ciclo virtuoso

L’analisi delle chiavi di ricerca, il conseguente sviluppo di contenuti ottimizzati (SEO) devono essere seguiti da una costante verifica del comportamento degli utenti. Questa analisi dei flussi dell’utenza consente di apprezzare il modo con il quale le persone interagiscono con il sito web e ci permette di determinare i successivi interventi da applicare ai contenuti.

Creare un circolo virtuoso di verifica, analisi e sviluppo/ottimizzazione permette di dare una risposta adeguata alle esigenze dell’utenza e mantiene il sito web allineato con le mutevoli sollecitazioni provenienti dal mercato. Così facendo si offrono al potenziale cliente le risposte che egli cerca e si permette all’azienda di promuovere la propria attività diventando, nel tempo, un punto di riferimento per il proprio mercato.